Mistero, Romance, YoungAdult

Città di carta

Trama

Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un’inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all’improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un’avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l’hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l’ultima.

Recensione

Non finiva più!!!

Ho cominciato a leggere John Green non so bene neanche io perché, ma ho cominciato e il primo suo romanzo che ho letto è stato Teorema Catherine (fantastico!). Mi sono detta: “perché non leggere tutti i suoi libri?” come sempre accade quando trovo un romanzo che mi piace molto e voglio vedere se l’autore merita la mia fedeltà.

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Ebbene, subito dopo ho letto Cercando Alaska e, nonostante alcune cose qua e là le avrei preferite in modo diverso, sono arrivata alla conclusione (affrettata?, direte voi) che, sì, J. Green meritava la mia stima e sarei andata avanti a leggere tutti i suoi romanzi pubblicati (tranne TFIOS, perché io i romanzi tristi non li posso neanche vedere).

Eccoci dunque a Città di Carta.

Non mi è piaciuto. Sembra che l’autore l’abbia fatto apposta: “ora che hai visto il peggio di cui sono capace dimmi che leggerai ancora qualcosa di mio!”. Ma anche no, per il momento.

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Non è che il libro in questione sia molto diverso dagli altri, e forse è questo che ha rallentato la mia lettura e gioia nel vederlo nella sua interezza di bhè, troppe pagine se devo dirla tutta. Ci ho messo un po’ ad entrare veramente nella storia e cioè tutta la prima parte. Che angoscia!

La seconda parte, invece mi ha preso un poco di più. Ma la storia è sempre quella, solo con diversi nomi dei protagonisti. La ragazza egocentrica stra figa che scompare/muore di cui il protagonista è innamorato e per cui si fa tante di quelle seghe mentali che non stanno nè in cielo né in terra. Gli amici del protagonista, che è come sempre quello stereotipo di sfigato ma solo perché incompreso, che sono sfigati e incompresi anche loro. L’ossessione esagerata all’ “io sono l’unico che la capisce anche se in realtà non la conosco nemmeno”.

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Insomma tutti i tratti dominanti degli altri romanzi sono qui. E se la ragazza in questione non è in qualche modo disturbata al protagonista non piace. Ma diciamocelo, almeno Alaska aveva una ragione per sentirsi triste, Margo invece non ne ha anche mezza. E’ solo una piccola stronza che decide di andarsene (per la gioia di tutti) e che lascia “indizi” per essere ritrovata, ma in realtà non sa neanche lei cosa vuole. E lui come uno stupido la insegue nella sua pazzia delle città di carta.

* spoiler *

Spiegatemi perché ha lasciato indizi se non voleva essere trovata. E soprattutto spiegatemi cosa cavolo succede alla fine: il bacio cosa mi sta a significare? Lei resta o se ne va? Signor Green me lo spieghi lei, perché io non c’ho proprio capito una mazza in ‘sto libro!

* fine spoiler *

Quindi lo consiglio? Meh. Se siete fan sfegatati di John Green leggetelo per capire che anche lui può toccare il fondo. Se invece siete alle prime armi con questo autore vi consiglio di leggere altri suoi libri per iniziare.

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Ps film? Purtroppo, è in produzione per quest’anno. Non so cosa ne verrà fuori, ma spero che la trama venga un po’ sconvolta altrimenti NCSP (= non ci siamo proprio).

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2 thoughts on “Città di carta”

  1. Ciao! ^^
    Si guarda, penso che questo sia uno dei suoi romanzi meno riusciti…per quello che mi riguarda, avendolo letto dopo altri suoi due romanzi, mi è andata abbastanza bene (nel senso che ho visto dove può arrivare con il suo modo di scrivere e mi piace molto) ma se avessi letto questo come suo primo libro direi proprio che poi non avrei più letto nulla di suo…

    Mi piace

  2. L’ho letto e devo ammettere che laprima parte proprio non decollava….l’ho trovata un po’ lenta come storia. Ho letto solo questo di john green perchè me lo hanno regalato e forse, come suggerisci tu, sarebbe stato meglio leggere un altro dei suoi libri per iniziare!

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