avventura, Classici

Le avventure di Peter Pan

Trama

«Nel momento in cui dubiti di poter volare, perdi per sempre la facoltà di farlo». È questa la ragione che spiega il mistero, semplice eppure profondo, del fascino di Peter Pan. La magia dei personaggi e delle atmosfere deriva da un’incrollabile fiducia nella forza dei sogni: con la sua freschezza e vitalità, questo strano ragazzo vola, insieme con i lettori, «dritto fino al mattino». Nel primo racconto, Peter Pan nei giardini di Kensington, Peter è un bambino fuggito dalla culla che vive nel grande parco, tra saggi pennuti, fate e creature di sogno. In Peter e Wendy ha invece già raggiunto la famosa “Isolachenoncè”, e affronta bizzarre avventure in quella terra fantastica, popolata da pirati, sirene, pellerossa e da un feroce coccodrillo divoratore di uomini e sveglie…

Recensione

Mi aspettavo di più!

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Insomma, parliamoci chiaro, Peter Pan è un classico, ho visto mille e millanta volte da piccola il cartone animato della Disney (non che fosse il mio preferito, lo ammetto) ed essendo rivolto ad un pubblico soprattutto di giovane età, mi aspettavo qualcosa di più divertente. E soprattutto di meno filosofico e spaventoso.

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La prima parte del libro parla delle Avventure di Peter Pan nei giardini di Kensington: se non avete letto il libro non potete capire la mia angoscia nel leggere tutto quello che l’autore scrive a proposito della “nascita” della figura di Peter e dei suoi primi anni di vita. Io non posso assolutamente credere che un uomo sano di mente possa scrivere cose del genere e soprattutto che un bambino dopo aver conosciuto la storia di Peter voglia aver a che fare con lui. Punto. Non ho altro da dire, se non che capisco perfettamente perché nel lungometraggio nessuna delle storie sia presente.

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La seconda parte, invece, è la storia conosciuta da tutti: Wendy e i suoi fratelli trovano l’ombra di Peter Pan e quest’ultimo li porta sull’Isola che non c’è per vivere come “bambini sperduti”. Anche qui, per fortuna, la Disney ha pensato bene che i toni dovessero essere smorzati perché le vicende narrate sono leggermente più cruente di quello che uno si aspetterebbe di leggere in un libro per bambini.

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Nota Bene: ultimamente mi sono data alla visione di Once Upon A Time (C’era una volta), serie tv che adoro da impazzire, e tra le tante storie raccontate c’è anche quella di Peter Pan e Capitan Uncino (il bello e impossibile Killian *O*). Devo ammettere che la versione “oscura” della serie tv, che ho sempre pensato essere troppo, in realtà ha radici solide nella storia. Cosa che dal cartone animato della Disney non avrei mai detto.

Consigliato? Bè ho sempre pensato che avrei dovuto leggere i classici e le favole per bambini da bambina ma mi rendo conto che è stato meglio così, in questo caso. Quindi si, è uno di quei libri che va letto prima o poi nella vita, ma non per forza in tenera età.

Ps. Film? Oltre alla versione della Disney, c’è anche quella cinematografica con Robin Williams e Al Pacino arrivata in Italia con il titolo “Hook – Capitan Uncino”. E altre mille che sinceramente non ho mai visto come l’ultimo “Pan”.

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