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Polemicizzando #2

Caso scottante n°2 :

“S. J. Maas non si confronta con la diversità”

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Questa è una di quelle polemiche che più mi fanno inorridire. Sembra che ci sia un vero e proprio boom di lamentele su i libri di Sarah e anche su di lei perché non affronta il tema della diversità: non ci sono personaggi di colore se non contiamo quelli morti, non ci sono coppie omosessuali nei suoi libri e lei si rifiuta di “rispondere alle accuse”.

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Prima di tutto: tu lettore che hai effettivamente letto i suoi libri, ti sei sentito escluso? “Bene”, allora puoi parlare. Concordo sul fatto che manchi diversità nei suoi libri ma, e qui c’è un grosso MA, ai fini della storia è rilevante?

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La Maas fino ad ora ha scritto solo due serie, entrambe di fantasia, con mondi immaginati (TOG ha iniziato a scriverlo a 16 anni!) in cui ha inventato tutto di sana pianta; la diversità sarebbe servita? Avrebbe reso il mondo creato migliore? Può darsi, ma oramai che è arrivata al quinto libro (in TOG) su i sei totali, può effettivamente fare qualcosa? Cambiare il mondo alla fine, sarebbe utile ai fini della storia che sta raccontando? Io personalmente non credo, quindi non vedo il motivo di prendersela tanto! (Spoiler Allert: il fatto che nell’ultimo libro Chaol sia ridotto alla paralisi della parte inferiore del corpo e ci sia la speranza di poterlo far ritornare come prima e cioè a poter camminare nuovamente potrebbe creare problemi, è vero, ma non è forse un mondo di fantasia quello che la Maas sta descrivendo? Perché, se proprio abbiamo dei problemi con Chaol, allora dovremmo avere dei problemi anche con Feyre la protagonista di ACOTAR che ritorna alla vita dal mondo dei morti grazie ai poteri soprannaturali dei Fey Lords…ecco, ditemi voi, ha senso?).

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Ormai le due serie sono già iniziate e arrivate ad un punto di non ritorno, visto che entrambe finiranno quest’anno, quindi, avrebbe veramente senso aggiungere all’ultimo momento personaggi “diversi” giusto per accontentare i fan che se ne lamentano? Secondo me no (ma chi sono io per esprimere la mia opinione!). Sono sicura che la Maas scriverà altri libri, non legati a TOG o ACOTAR quindi ritengo che la discussione vada ripresa più in là (se non sbaglio, si parla di una serie nuova sui miti celti o simila con una protagonista di colore quindi, magari, Sarah già si era accorta della sua “mancanza di diversità” e ha pensato di “rimediare” nel lungo periodo).

Per quanto riguarda il fatto che lei non risponda alle lamentele dei fan a riguardo, sinceramente, cosa posso dirvi? Prima di tutto bisogna tenere in considerazione che non tutti gli autori sono espansivi; anzi, la maggior parte si rintana in luoghi solitari per scrivere, e amano e temono allo stesso tempo i fan, quindi il fatto che non risponda la vedrei più come una cosa del tipo “c’è davvero una risposta soddisfacente che potrei darvi?” (perché davvero, che risposta potrebbe placare gli animi di chi si sente nel giusto al voler minacciare di morte un autore che non parla di diversità?).

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Altra cosa che vorrei sottolineare: se un autore non include personaggi “diversi” non c’è bisogno di scandalizzarsi. E’ vero, il nostro mondo deve aprirsi alle nuove culture senza preconcetti e paura, ma questo non vuol dire che ogni singolo libro che leggiamo abbia bisogno di parlare della diversità. Perché, se proprio la Maas volesse evitare l’argomento, dovrebbe trattarlo nei suoi libri? Perché dovrebbe sentirsi costretta a scrivere di personaggi gay, asessuali, transessuali, di colore, di altre religioni, asiatici o albini, paraplegici, afflitti da malattie croniche sia fisiche che mentali, se non ne sente il bisogno o se la storia che ha in mente non sarebbe poi più la stessa?

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Non è forse, in quanto autrice, libera di scrivere quello che vuole? (O di quello che conosce?) O almeno di scrivere una storia che si è inventata a sedici anni e che ha sviluppato nel corso della sua vita? Perché si sente il bisogno di minacciarla di morte per qualcosa che non ha scritto nei suoi libri? Avesse incitato allo stupro, o al razzismo o a qualsiasi fanatismo esistente potrei anche capire da dove arriva tutta questa rabbia, ma solo perché “manca di diversità”? Non lo so, mi sembra che per essere il terzo millennio, siamo rimasti con una mentalità da Medioevo.

Per farla finita, ritengo che se una serie non vi piaccia, per i temi trattati, per la mancanza di qualcosa o per il troppo qualcos’altro potete fare a meno di comprare il libro successivo, pace e amen.

Cosa ne pensate? Quali sono le vostre opinioni a riguardo? Al contrario di quanto possa sembrare dai miei toni sono di ampie vedute, esprimetevi liberamente nei commenti!^^

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18 thoughts on “Polemicizzando #2”

  1. A me piace trovare “diversità” nei libri come nei film o nelle serie tv a patto che non sia messa lì per fare “esotico” e sia inserita con rispetto e competenza. Di Maas ho letto solo il primo, diverso tempo fa, quindi faccio un discorso più generale che circostanziato. Nel fantasy c’è sempre stato un certo tasso di diversità: penso a Tolkien, dove l’alterità degli elfi, per esempio, era mal vista da gran parte degli uomini della Terza Era, e questo ha sempre fatto riflettere il lettore sulle popolazioni e culture diverse dalla nostra. Se ci fai caso, però, ognuna di queste culture diverse stava a “casa sua ed eri tu, con il tuo viaggio, a entrare in contatto con loro e a dover imparare a rapportarti con loro. Oggi invece la diversità, qualunque essa sia, è in mezzo a noi e questo si riflette nei vari prodotti culturali, tanto che, se non ne troviamo traccia, ci sembra “strano”. Ora, Maas ha tutto il diritto di creare il mondo fantastico che vuole, ma, siccome il mondo fantastico è sempre lo specchio del nostro, i suoi lettori hanno il diritto di trovare strano e anacronistico il fatto che la diversità non sia adeguatamente rappresentata…

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    1. Ciao, grazie per aver commentato!^^ Io non dico non ci sia il bisogno di “introdurre” la diversità nei libri che vengono pubblicati al giorno d’oggi, perchè come hai detto tu, fa parte del nostro mondo ed è solamente giusto che anche nella finzione vi ci si faccia riferimento. Quello che dico io è: il fatto che la diversità non sia così accentuata nei libri della Maas è davvero così tragico? Cioè, si la maggior parte dei personaggi è di carnagione chiara, ma vengono rappresentate anche altre etnie, quindi è davvero così importante che i personaggi debbano essere tutti di pelle diversa gli uni dagli altri? Così come per quanto riguarda la sessualità di suddetti personaggi: sono tutti etero (per ora), bisgona però fargliene una colpa? Cioè, anche a me piacerebbe leggere di tutti i differenti spettri di sessualità, ma se la storia funziona lo stesso è giusto trovare per forza questo difetto? Se proprio, sono contenta che la Maas non abbia inserito così tanto per fare bella figura il solito personaggio gay o bi stereotipato che si vede spesso in giro…forse mi sono dilungata troppo e il punto che volevo evidenziare non si capisce a pieno però è questo che volevo far trasparire dal post^^

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      1. Da quanto ho letto nel tuo commento, mi par di capire che il mondo di Maas è molto “classico”: ci sono varie popolazioni e tutte hanno le loro caratteristiche etniche, giusto? Questo va bene: sarebbe impensabile costruire un mondo senza alcuna differenza! ^^ Sul fatto che siano tutti etero, fino a non molto tempo fa veniva dato per scontato e nessuno si sarebbe meravigliato se tutti i personaggi di una saga lo fossero stati. Oggi la sensibilità è diversa e avere molti personaggi (come suppongo sia il caso della saga di Maas) tutti etero può essere percepito come una forzatura alla sospensione dell’incredulità: della serie, mi stai chiedendo di credere in qualcosa che reputo troppo improbabile. Certo, per essere certa della mia affermazione, come ho già detto, dovrei leggere i libri: è possibile che i recenti eventi mondiali abbiano acuito ed “estremizzato” il bisogno di veder rappresentate le minoranze sempre e comunque, ma davvero non riesco a essere troppo dispiaciuta di questa sensibilità…

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      2. Anche a me non dispiacerebbe vedere più “diversità” nei suoi libri ma, se lei ha ideato una storia e ai fini della storia la diversità non porta valore aggiunto, dovrebbe veramente ribaltare tutto solo perchè “i suoi fan” lo vogliono? Lei al momento ha creato un mondo in cui c’è più differenza magari per etnie e religioni che non sull’aspetto sessuale, questo però secondo me non vuol dire che in futuro (visto che sembra ci saranno altri libri ambientati nello stesso mondo) non si focalizzi su personaggi più realistici. Secondo me, oltre al fatto che non ha senso bistrattare un autore per quello che non ha fatto, prima di andarle contro bisognerebbe aspettare di vedere come porta a fine la storia che sta raccontando…non sto dicendo che quello che ha scritto è da ritenersi vangelo, me è come al solito il modo di esprimersi dei “fan” o degli “antifan” che mi fa dire: “vuoi altro da una storia? non scagliarti contro un autore (a meno che non inciti a cose deplorevoli) e passa ad altro”…

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      3. Ora, prendersela con un autore perché non ha parlato di qualunque diversità esistente, mi pare eccessivo, oltre che irrealistico, vista l’enorme quantità di possibili varianti… Tuttavia, ti porto come esempio la serie della “Confraternita del Pugnale Nero” di Ward, che a me piace molto: ogni libro è incentrato su una coppia e l’autrice ha già presentato coppie di uomini. Tuttavia, ha più volte ribadito che non scriverà di coppie di donne perché i personaggi femminili non le riescono bene. È una scelta legittima, per carità, però la serie ne risente, perché con tutti i personaggi che ha introdotto, che non ci sia nemmeno una lesbica è assurdo… e questo mi dispiace, anche se continua a scrivere dei bei libri e continuerò di sicuro a seguirla. Se, per qualche motivo, i fan di Maas avvertono la stessa mancanza, secondo me, fanno bene a segnalarla, senza esagerare, visto che mi pare di capire che non è una spacciatrice del pensiero unico e la sua dose di diversità nei suoi libri l’ha inserita…

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      4. Credo che esprimere le proprie opinioni, belle o brutte che siano riguardo ad un libro sia sempre un bene perchè, oltre al fatto che ognuno ha diritto ad esprimersi, l’autore in questione può vedere dove riesce e dove no, e agire di conseguenza. Detto questo, l’odio facile che viene a tutti sarebbe decisamente da rivedere. Grazie per aver fatto sentire anche la tua opinione.^^

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  2. Mi piace molto la tematica che hai sollevato e io stessa ci ho pensato molto, anche se non ho letto nessuna delle due serie. Al di là del fatto che l idea le sia venuta a 16 anni, non credo che abbia pubblicato a quell età, no? Cambiare le caratteristiche dei personaggi non sarebbe stato troppo complicato, a mio avviso. A maggior ragione che si tratta di un mondo fantastico. Quello che intendo è che se la storia fosse stata ambientata nell acitrezza di Verga, tanti per dire, il fatto che i personaggi fossero tutti bianchi avrebbe avuto senso, perché giustificato dalla realtà. A Londra, invece, tutti i personaggi bianchi sarebbero sembrato irrealistici. Nel suo mondo fantastico avrebbe potuto introdurre lei questa differenza, facendola diventare una regola. Non intendo prendere un po’ di tutto e mischiarlo, in quello che risulterebbe un melting pot estremamente forzato, ma costruire la comunità realistica, non so se mi sono spiegata. Quindi quella nei suoi confronti è solo una mezza critica: non ha fatto nulla di male, ma avrebbe potuto fare di più.

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    1. Ciao, grazie per aver commentato! In un mondo ideale tutti leggendo un libro dovrebbero potersi immedesimare in uno o più personaggi o ritrovarsi in essi, e concordo con te, non ha pubblicato i libri a 16 anni e quindi avrebbe potuto cambiare molte cose…quello che forse non ho spiegato bene è che tutta questa “rivolta per la diversità” è cominciata nell’ultimo anno (probabilmente in riferimento a quello che succede nella vita reale) e quindi quando il percorso della trama ormai è in via di conclusione. Ora, alcuni tratti di diversità in queste due serie ci sono (pochi è vero) e sembra non essere abbastanza, ma l’autrice può fare veramente qualcosa a riguardo? Perchè dovrebbe cambiare il progetto che lei aveva in mente? Non è forse libera di scrivere di quello che vuole e come vuole? E’ questo il punto su cui volevo focalizzare l’attenzione…
      Cmq ti consiglio vivamente di leggere qualcosa della Maas perchè, in my opinion, è davvero fantastica!^^

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  3. Io non ho letto alcun suo libro, ma ho intenzione di farlo presto. Perciò non saprei come commentare e cosa dire. Posso solo esprimere il mio pensiero sul fatto che la gente comunque esprime le proprie opinioni e se non piace qualcosa, può passare avanti ad in altra lettura. Non c c’è bisogno di usare parole forti o persino insultare un libro e la sua scrittrice. Questo è riferito a chiunque ovviamente…credo sia giusto dire la propria opinione e poi basta. Dovrebbe finire li. Io personalmente non amo dire che un libro è brutto o altro, semplicemente non è un libro adatto a me, è una storia destinata a qualcun altro .

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    1. E’ quello che dico anche io, il libro ti è piaciuto? bene. Non ti è piaciuto? bene lo stesso, non serve però che ne trai un dramma e lanci minacce alla gente solo perchè “il libro ha qualche problema”. Quello che mi fa arrabbiare è poi la gente che dice “ho amato il libro ma non consiglierei di leggerlo perchè non affronta certi temi”…Tutto questo ciarlare non ha senso quando alla fine il libro successivo se lo comprano lo stesso problemi e non.

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      1. L’ultima affermazione che mi hai citato è pura ipocrisia, ritengo. E’ fare i belli e sani quando non lo si punto e basta. Se a me non piace qualcosa non posso farci nulla, sono i miei gusti, è il modo in cui ho percepito qualcosa e amen. E poi io vedo solo tanta maleducazione, e questo pensiero può essere trasportato in altri ambiti, non solo nelle letture. Ripeto, un opinione è accettabile, un giudizio no, perchè poi si tramuta in maleducazione, questo è il giudicare qualcosa di ampio come l’arte, perciò un libro, una musica e così via.

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      2. Esatto, è giustissimo avere un’opinione diversa, anzi il mondo sarebbe un posto noioso se avessimo tutti gli stessi gusti, quello che non tollero è (in tutti i campi) quando qualcuno che non apprezza qualcosa pur di convincere gli altri che la sua posizione è quella corretta scaglia pietre contro quella cosa…cmq ritornando a cose più felici, non so se leggerai in inglese o in italiano ma sia Throne of Glass (il trono di ghiaccio) che A Court of Thorns and Roses meritano…non saprei dirti se è meglio iniziare con una serie piuttosto che con l’altra ma se il fantasy ti piace sono sicuramente due letture da non buttare via^^

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      3. Si sono interessata ad entrambe, ma credo inizierò con il trono di ghiaccio, sia per l’italiano ahahah, e sia perchè su amazon l’ho visto a nove euro, appena troverò fondi da poter spendere libramente lo comprerò ahahah 😉

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