avventura, Greek Mythology, mitologia, Romance, YoungAdult

Solitude. L’ultima guardiana

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Trama

Thea ha lunghi capelli neri, un cappuccio scuro sempre calato sulla fronte e non ama andare a scuola. Ne ha cambiate parecchie, ultimamente, a causa del lavoro dei suoi genitori. È la scusa che accampa nell’ufficio della sua nuova preside, che l’ammette all’anno scolastico non senza riserve, in completo di tweed e sguardo indagatore. Thea Jacobs è in realtà una giovane guardiana della Terra: deve preservare il pianeta dal disequilibrio tra bene e male ed è in guerra con le ombre scatenate dall’ira vendicativa di Aimon, discendente delle forze di Caos. È in pericolo: i nemici hanno fatto piazza pulita dei suoi compagni guardiani e lei deve fuggire, o la Terra ne subirà amare conseguenze. Intorno, anche le ultime persone care vengono meno e Thea rimane sola, fatta eccezione per Lucas, il suo compagno di banco. È un umano così mediocre… le fa una corte spietata e le è sempre fra i piedi. Colta in flagrante nell’atto di uccidere un nemico sotto mentite spoglie, Thea non ha più alternative e decide di coinvolgere il ragazzo in un’avventura che li porterà a scoprire mondi paralleli aldilà di ogni immaginazione. Salti spazio-temporali, portali magici, creature alate di innata bellezza aspettano i due compagni di scuola, così diversi eppure così vicini, entrambi alla ricerca del vero senso dell’amore e in balìa di quei poteri tutti umani che ognuno di noi possiede ma che nessuno mai si rende conto di avere.

Recensione

Sono stata contattata da Francesca per una recensione del suo libro (nessuno mi ha pagata o influenzata, mi è stata solo fornita una copia del libro dalla casa editrice). E’ ovvio che se un autore mi contatta la prima cosa che faccio (se non conosco già il libro) è di andare a leggere per lo meno la trama del suddetto. Ve l’ho postata come sempre prima della recensione così se non l’aveste letto potete capire subito se vi interessa o meno.

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Come avrete notato anche voi la trama richiama a grandi linee quella della saga Percy Jackson: sottolineo a grandi linee, e comunque i due fattori che mi hanno fatto dire di subito di si a questa opportunità sono stati appunto questo, e il fatto che il libro fosse stato pubblicato da una casa editrice e non fosse un’auto pubblicazione (nulla contro gli auto pubblicati, anzi ben venga l’autopubblicazione, è solo che essere contattati da una casa editrice fa più fighi, sapete).^^

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Devo dire che mi aspettavo di più. Intendiamoci, la trama non accenna a nulla di speciale o innovativo ma per come è articolata speravo si arrivasse a qualcosa di più concreto. Ma partiamo dall’inizio: la nostra protagonista è Thea guardiana della Terra sotto le mentite spoglie di una sedicenne qualunque che frequenta la scuola. Partenza grandiosa, anche solo per il fatto che non siamo in Italia, come uno si potrebbe aspettare, ma nel Wisconsin (che fa sempre la sua sporca figura): Thea sembra essere così distaccata da tutto e tutti che l’ho presa subito in simpatia.

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Peccato che sin da subito abbiamo però Lucas, l’interesse amoroso di turno, che fa capolino e come una pera cotta cade dall’albero e si innamora perdutamente di Thea: per quanto possa fare la scontrosa all’inizio, sappiamo già fin da subito che anche lei prova qualcosa per lui (scossa o non scossa). Ecco, questo è il primo punto negativo: l’instant-love è una di quelle cose che in un libro non hanno ragione d’essere, ma purtroppo viene usato spesso e volentieri come espediente letterario che non fa altro che rendere tutto troppo poco credibile.

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Altro punto un po’ così: perchè Thea dovrebbe portare con sè Lucas quando è lei la prima a dire che è solo un “protetto” e che non dovrebbero esserci contatti tra protetti e guardiani e che una storia d’amore sarebbe impossibile? Ma, soprattutto, come può Lucas rimenere tranquillo e sereno e seguirla come un cagnolino quando una persona “normale” reagirebbe scappando a gambe levate (soprattutto dopo aver visto un assassinio??). Insomma l’unica spiegazione “logica” sarebbe che lui è talmente innamorato di lei (si conoscono si e no da qualche ora) che non capisce più nulla e farebbe di tutto per lei: troppo facile no? Soprattutto tenendo conto che appena lei non gliela dà (lasciatemi passare l’espressione perchè credo che sia il modo più diretto per arrivare al dunque) ecco che lui si arrabbia e se ne và. Vogliamo poi parlare del triangolo amoroso accennato nella storia? Capisco il bisogno della ormai canonica figura geometrica ma ce n’era veramente bisogno? Io non credo. Infatti ad un certo punto da triangolo si passa al quadrato e poi il tutto svanisce com’era iniziato…mmmmh

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Altra cosa che mi ha lasciata poco impressionata: si fanno riferimenti continui alla mitologia greca e a vari personaggi mitologici ma non viene spiegato nulla in modo concreto se non quando proprio necessario per continuare la storia. Ok, ma se ci fosse stato un unico e continuo filone di fondo che gettava le basi da cui attingere nel corso della storia sarebbe stato meglio (ovviamente dal mio punto di vista: vi ricordo che io non sono altro che una lettrice accanita, che fangirla quando può ma che si sente in diritto di criticare di tanto in tanto).

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Vogliamo parlare di Aimon, il cattivo? Mi sono piaciuti gli stacchi da una scena con i nostri protagonisti e una scena con il cattivone di turno (che per intenderci io mi sono immaginata come Ade in Hercules) ma purtroppo non l’ho mai percepito come un villain: fino all’ultimo non ho mai preso sul serio le sue minacce.

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Ultimo punto critico: il finale. La sensazionale rivelazione durante la battaglia finale si capiva già da parecchi capitoli prima. La ricerca della bilancia e l’ubicazione di quest’ultima non erano prevedibili, di più. Premettendo poi che il libro non è lunghissimo, da circa metà in poi mi è sembrato tutto un po’ troppo sbrigativo, raffazzonato….avrei preferito una conclusione meno scontata.

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Ultimissimo: la narrazione. Capisco l’alternanza di punti di vista tra un libro e l’altro, capisco quella tra un capitolo e l’altro, ma in questo libro viene descritto tutto con un mix di punti di vista che cambia di frase in frase (lo so è difficile da spiegare ma i termini tecnici mi mancano): sembra esserci un narratore onniscente, ma poi si parla dei sentimenti del personaggio che solo lui può consocere ed esprimere…insomma è complicato.

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Quindi, dopo tutto quello che vi ho detto, vi consiglio questo libro? Ni. Non mi è dispiaciuto ma non è un capolavoro. Probabilmente con qualche accorgimento e stravolgimento la storia varrebbe di più, ma per il momento non me la sento di consigliarne l’acquisto.

Stampa

Ps. La mia recensione potrebbe sembrare più una critica che altro ma sono dell’opinione che solo le critiche ci possano aiutare a crescere, e io spero vivamente che Francesca possa pubblicare altri libri (magari anche un seguito di questo) e che gli spunti che sto lanciando possano servirle in qualche modo.

Pps. La copertina è fantastica. Credo che questo sia uno dei pochi libri in Italia con una cover degna di tale nome.^^

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