poesia

Ossi di seppia

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Trama

“Ossi di seppia” è un grande classico, una tappa esistenziale nel cammino della poesia europea del Novecento, un’opera in cui la tensione ininterrotta del pensiero si esprime nella sintesi di uscite folgoranti, ma anche nell’articolarsi per immagini della meditazione lirica. Il libro si propone come strumento non solo di lettura ma anche di approfondimento e studio degli “Ossi di seppia”.

Recensione

In realtà questa è stata una rilettura. Il libro in questione è stato comprato dalla mia persona nel lontano 2009 quando ne avevo un estremo bisogno per scrivere la tesina della maturità (si, sono vecchia, lo sapevate già però).

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Non so bene perché mi è venuta voglia di rileggerlo, però come sempre arrivati a “Portami il girasole ch’io lo trapianti” mi sono dovuta fermare. Non credo di aver mai letto e riletto una poesia tante volte. La conosco a memoria anche se nessuno mi ha mai obbligato a studiarla (mi piace davvero tanto).

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Non so se la conoscete, quindi ve la riporto per intero:

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Mi fa morire. Il girasole è il mio fiore preferito (anche solo dal mio nickname si capisce) nonostante la sua mancanza di profumo. Il colore giallo dei suoi petali, l’evidente richiamo al sole, mi fanno sempre, sempre, sempre pensare a quel bellissimo periodo che va dalla primavera all’estate in cui il profumo nell’aria è diverso, più frizzante e leggero.

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Tutta la raccolta è accumunata da immagini di elementi della quotidianità e leggendo le poesie di Montale si crea questa sensazione di immersione nella realtà con un retrogusto amaro. Sembra sempre di essere sul chi va là, con la morte in agguato: tutto è bello ma velato di grigio. Solo i girasoli, i limoni, impazziscono di luce e donano quel tocco in più (mi viene sempre in mente la felicità, la gioia di vivere) che rende il tutto meno piatto.

Consigliato? Si. Bello, bello, bello. Montale è uno dei miei poeti italiani preferiti.

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